Due preventivi per creare un e-commerce: come capire quale conviene
Data Pubblicazione: 05/08/2026 | | E-commerce

Due preventivi per creare un e-commerce: come capire quale conviene

Hai chiesto due preventivi per vendere online e sulla carta uno sembra più conveniente dell'altro. Ma il prezzo grande in alto non basta per decidere. In questo articolo trovi un modo semplice per confrontare due preventivi ecommerce: le stesse cinque domande da fare a entrambi i fornitori, e come mettere le risposte una accanto all'altra prima di firmare.

Hai in mano due preventivi per vendere online. Uno costa meno al mese, l'altro un po' di più, e ti sembra di dover scegliere a occhio. Il problema è che due preventivi ecommerce quasi mai sono scritti nello stesso modo: uno mette in evidenza il canone, l'altro nasconde le voci che pesano davvero. Sapere come confrontare preventivi ecommerce vuol dire una cosa sola: fare a entrambi i fornitori le stesse domande e mettere le risposte una accanto all'altra. In questo articolo vediamo quali sono le cinque domande giuste e come leggerle.

Perché il prezzo grande in alto non basta

Il numero scritto in cima al preventivo è quello che vediamo per primo, ed è anche quello che inganna di più. Perché misura una cosa sola: quanto paghi adesso. Non ti dice cosa succede tra sei mesi, quando l'attività comincia a girare e arrivano gli ordini veri.

La trappola classica è questa: il canone più basso di oggi tiene fuori, apposta, una parte che paghi dopo. A volte è una fetta trattenuta su ogni vendita. A volte sono pezzi che scopri di dover comprare uno alla volta. In tutti e due i casi, il preventivo che sembrava più economico diventa il più caro proprio nell'anno in cui vai bene. Per questo il confronto non si fa sul prezzo, ma sulle stesse domande fatte a tutti.

Fai a tutti le stesse cinque domande

Il metodo è semplice e non serve capirne di tecnologia: prendi un foglio, scrivi cinque domande in colonna e chiedi le stesse identiche cose a ogni fornitore. Poi metti le risposte affiancate. Ecco le cinque che contano.

1. Quanto pago di fisso ogni mese?

È la base del confronto: la cifra certa che esce dal conto ogni mese, comunque vada. Un canone chiaro e fisso è più facile da gestire di una cifra che cambia. Se la risposta è "dipende", vuol dire che una parte del costo è da un'altra parte, ed è proprio quella da cercare.

2. Trattenete una parte su ogni vendita?

Questa è la domanda che sposta il conto più di ogni altra. Una parte trattenuta su ogni ordine, la cosiddetta percentuale sul venduto, è legata a quanto vendi: più cresci, più paghi. Abbiamo scritto un articolo intero su quanto pesa questa voce e su come i costi nascosti si mangiano il guadagno. In un confronto tra due preventivi, un canone più alto ma senza parte trattenuta può convenire molto di più di un canone basso con una fetta su ogni vendita.

3. Cosa è incluso e cosa pago a parte?

Molti preventivi ecommerce sembrano completi finché non leggi la riga piccola. Chiedi cosa serve per partire davvero e cosa invece si aggiunge dopo, un pezzo alla volta: la sicurezza, i backup, l'assistenza, gli strumenti per farti trovare. Se troppe cose sono "a parte", il prezzo di oggi non è il prezzo vero. Per capire tutte le voci che possono comparire in un conto, ti aiuta la nostra guida alle voci di costo di un preventivo ecommerce.

4. Chi fa gli aggiornamenti e la manutenzione?

Un negozio online non è una cosa che accendi una volta e resta ferma. Va tenuto aggiornato e protetto, altrimenti prima o poi si rompe o diventa un rischio. Chiedi chiaro: gli aggiornamenti li fate voi o tocca a me? Sono inclusi o li pago ogni volta? Un fornitore che se ne occupa lui, incluso nel canone, ti toglie un pensiero e un costo a sorpresa.

5. Alla fine il sito è di mia proprietà?

È la domanda che quasi nessuno fa, ed è tra le più importanti. Su certe piattaforme in affitto il tuo negozio vive dentro casa di qualcun altro: il giorno che smetti di pagare, perdi la vetrina e a volte anche i clienti che ti eri costruito. Mettilo nero su bianco: se un domani cambio idea, il sito resta mio, con dentro i miei prodotti e i miei contatti?

Metti le risposte una accanto all'altra

Quando hai le stesse cinque risposte da entrambi i fornitori, il confronto si fa da solo. Non stai più paragonando due titoli diversi: stai guardando le stesse voci, riga per riga. Ecco come si legge una scheda di confronto, con le risposte che KeideaCMS mette sul tavolo come esempio concreto.

La domanda da farePerché contaLa risposta di KeideaCMS
Quanto pago fisso al mese?Deve essere una cifra certa, non "dipende"Canone fisso, che conosci in partenza
Trattenete una parte su ogni vendita?È la voce che pesa di più quando cresciNo, nessuna parte trattenuta sul venduto
Cosa è incluso, cosa pago a parte?Le voci "a parte" cambiano il prezzo veroSicurezza, backup e strumenti già inclusi
Chi fa gli aggiornamenti?Se tocca a te, è tempo e costo in piùCe ne occupiamo noi, dentro il canone
Il sito è di mia proprietà?Se è in affitto, un domani puoi perderloSì, il sito è tuo e resta con te

Non ti stiamo dicendo chi è il migliore: ti stiamo dando le righe giuste da riempire. La scelta più onesta è quella che fai tu, sui numeri della tua attività, con le stesse domande fatte a tutti.

Un esempio pratico di come cambia il conto

Immagina due offerte. La prima ha un canone più basso, ma trattiene una parte su ogni vendita e ti fa comprare a parte la sicurezza. La seconda ha un canone un po' più alto, ma dentro c'è tutto e non tocca nessuna vendita. Finché vendi poco, la prima sembra la scelta furba. Ma nell'anno in cui l'attività gira, la parte trattenuta e i pezzi comprati dopo fanno superare, e di parecchio, quel canone più alto di partenza. Il preventivo "economico" è diventato il più caro senza che tu abbia cambiato niente. Ecco perché il confronto va fatto pensando a come sarai tra un anno, non a come sei oggi.

Come funziona con KeideaCMS

Quando costruiamo un negozio online lo facciamo pensando a queste cinque domande, perché sono le stesse che faremmo noi al posto tuo. Con il nostro ecommerce il canone è fisso e lo conosci prima, non c'è nessuna parte trattenuta sulle tue vendite, la sicurezza e i backup sono già dentro, agli aggiornamenti pensiamo noi e il sito è di tua proprietà. Non è la risposta a tutto: è un esempio di come dovrebbe essere fatto un preventivo chiaro, quello che puoi usare come riga di paragone quando confronti le offerte che hai sul tavolo.

E se dopo aver messo le risposte una accanto all'altra hai ancora un dubbio, la cosa più utile è parlarne sul tuo caso concreto: raccontaci cosa vendi e a che punto sei, e ti diciamo con franchezza se e come ti conviene vendere online.

Confrontare due preventivi ecommerce non vuol dire scegliere il prezzo più basso: vuol dire fare a tutti le stesse cinque domande e mettere le risposte affiancate. Quanto pago fisso, se mi trattengono una parte su ogni vendita, cosa è incluso, chi fa gli aggiornamenti, se il sito è mio. La scelta giusta è quella che resta chiara anche tra un anno, quando l'attività va bene. Riempi tu la scheda: è il modo più onesto di decidere.

KeideaCMS E-commerce

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Domande Frequenti

Non guardando solo la cifra in alto. Il modo più onesto è fare a tutti i fornitori le stesse identiche domande e scrivere le risposte una accanto all'altra, in una tabella. Le cinque che contano di più sono: quanto pago fisso ogni mese, se mi trattengono una parte su ogni vendita, cosa è davvero incluso e cosa si paga a parte, chi si occupa degli aggiornamenti, e se il sito alla fine è mio. Così confronti mele con mele, non un titolo con un altro.
Perché il canone basso di oggi a volte nasconde una parte trattenuta su ogni vendita, oppure delle voci che compri dopo, un pezzo alla volta. Finché vendi poco non te ne accorgi. Quando l'attività cresce, cresce anche il conto, proprio nel momento in cui dovresti guadagnare di più. Il preventivo giusto non è il più basso: è quello che resta chiaro anche tra un anno.
Vuol dire che, oltre a quello che paghi per avere il sito, il fornitore trattiene una parte di ogni ordine che ricevi. Non è una cifra che decidi tu ed è legata a quanto vendi: più vai bene, più paghi. È il contrario del canone fisso, dove sai in partenza quanto spendi e l'aumento delle vendite resta tuo. È la prima cosa da chiedere in un confronto, perché cambia il conto più di ogni altra voce.
Cinque, uguali per tutti: 1) Quanto pago fisso ogni mese? 2) Trattenete una parte su ogni vendita? 3) Cosa è incluso e cosa pago a parte? 4) Chi fa gli aggiornamenti e la manutenzione? 5) Alla fine il sito è di mia proprietà? Se un fornitore gira intorno a una di queste risposte, quella è proprio la voce da guardare con più attenzione.
Dipende dal fornitore, ed è una domanda da mettere nero su bianco prima di firmare. Su alcune piattaforme in affitto il negozio vive dentro casa loro: se chiudi l'abbonamento perdi la vetrina e spesso anche i clienti. Con KeideaCMS il sito è di tua proprietà e resta con te, con dentro i tuoi prodotti e i tuoi contatti. Raccontaci la tua attività dal modulo di contatto e ti diciamo come sarebbe nel tuo caso.

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