Metodi di pagamento per ecommerce: quali scegliere e quanto costano davvero
Data Pubblicazione: 30/09/2026 | | E-commerce

Metodi di pagamento per ecommerce: quali scegliere e quanto costano davvero

Offrire il metodo di pagamento giusto, al costo giusto, è una delle decisioni che pesa di più sulle vendite di un ecommerce e su quanto margine resta a fine mese. In questa pagina vediamo quali metodi di pagamento considerare, come funzionano davvero le commissioni, quanto costano i principali gateway e come scegliere senza sorprese sull'estratto conto.

Il metodo di pagamento che manca al momento del checkout è una delle cause più dirette di una vendita persa: non un cliente poco interessato, ma un ordine quasi concluso che si ferma perché non trova il modo di pagare che si aspettava. Allo stesso tempo, ogni metodo che offri ha un costo, in percentuale, a transazione o come canone, che incide sul margine reale di ogni vendita. In questa pagina vediamo quali metodi di pagamento considerare per un ecommerce, come funzionano davvero le commissioni, quanto costano i principali gateway e come scegliere il mix giusto per il tuo negozio.

Perché i metodi di pagamento incidono sulle vendite

Un cliente che arriva al checkout ha già deciso di comprare: se in quel momento non trova il metodo di pagamento che usa normalmente, carta, PayPal, bonifico o un wallet digitale a seconda del pubblico, l'acquisto si interrompe lì, non per il prezzo del prodotto ma per un ostacolo tecnico. Come abbiamo visto nell'articolo sul carrello abbandonato nell'ecommerce, i metodi di pagamento insufficienti sono tra le cause più dirette di abbandono proprio nell'ultimo passaggio, quello in cui la vendita sembrava già fatta.

Dall'altra parte, ogni metodo di pagamento ha un costo: una percentuale sulla transazione, a volte un importo fisso, in alcuni casi un canone mensile. Scegliere i metodi giusti significa trovare l'equilibrio tra coprire le abitudini di pagamento del tuo pubblico e non regalare margine su commissioni che potresti evitare o ridurre.

Quali metodi di pagamento offrire in un ecommerce

Non tutti i metodi hanno senso per tutti i negozi: la scelta dipende da cosa vendi, a chi e in quali mercati. I più diffusi in Italia sono questi:

  • Carta di credito e debito. Il metodo più usato in assoluto, gestito tramite un gateway di pagamento (per esempio Stripe) che si occupa della sicurezza e dell'accredito.

  • PayPal. Permette di pagare con il saldo o con la carta collegata al proprio conto PayPal, senza inserire di nuovo i dati della carta: utile soprattutto con clienti che già lo usano su altri siti.

  • Wallet digitali locali. Servizi come Satispay sono diffusi soprattutto per acquisti di importo medio-basso e per un pubblico che preferisce pagare direttamente dal proprio conto corrente collegato all'app.

  • Bonifico bancario. Nessuna commissione sul pagamento per chi vende, ma tempi di accredito più lunghi (da poche ore a un paio di giorni lavorativi): utile per ordini di importo alto o per clienti business.

  • Pagamento rateale (buy now pay later). Permette al cliente di dividere l'importo in più rate, spesso aumenta il valore medio dell'ordine, ma applica al venditore una commissione più alta di una carta standard.

  • Contrassegno. Il cliente paga alla consegna: aumenta la fiducia di chi non vuole pagare online in anticipo, ma ha un costo aggiuntivo lato spedizione, di cui parliamo nell'articolo su spedizioni e corrieri per ecommerce, e un rischio più alto di ordini non ritirati.

Per la maggior parte dei negozi, il punto di partenza è carta più un secondo metodo (PayPal o un wallet locale): coprono la parte più ampia del pubblico senza moltiplicare i gateway da gestire. Gli altri metodi si aggiungono in base a un'esigenza specifica, non per abitudine.

Come funzionano davvero le commissioni

Le commissioni dei metodi di pagamento online seguono quasi sempre la stessa struttura, anche se le cifre cambiano da fornitore a fornitore:

  • Percentuale sulla transazione. Una quota variabile calcolata sull'importo pagato, la voce che pesa di più su ordini di valore alto.

  • Costo fisso per transazione. Un importo aggiunto alla percentuale, che incide molto di più su ordini piccoli: una commissione di 0,25€ su un ordine da 10€ pesa il 2,5%, su un ordine da 200€ pesa lo 0,125%.

  • Canone mensile o di attivazione. Non tutti i fornitori lo applicano: alcuni gateway lavorano solo su commissione per transazione, altri (soprattutto i PSP bancari) possono chiedere un canone fisso oltre alla percentuale.

  • Maggiorazione su carte internazionali o valute estere. Se vendi anche fuori dall'Unione Europea, quasi tutti i gateway applicano una percentuale aggiuntiva per la conversione valuta o per carte emesse fuori SEE.

Per confrontare due gateway in modo corretto, servono sempre tutte e quattro le voci insieme, non solo la percentuale pubblicizzata: un fornitore con percentuale più bassa ma canone mensile fisso può costare di più di uno con percentuale leggermente più alta e nessun canone, soprattutto se il tuo ecommerce ha pochi ordini al mese.

Quanto costano i principali metodi di pagamento

Le condizioni economiche cambiano nel tempo e da fornitore a fornitore: prima di attivare un servizio, verifica sempre le tariffe aggiornate sulla pagina ufficiale del gestore. Questi sono i dati pubblici verificati a settembre 2026 per l'Italia:

MetodoCommissione pubblicaCanone mensile
Stripe (carte SEE)1,5% + 0,25€ standard; 2,8% + 0,25€ su carte premiumNessuno
PayPal3,40% + 0,35€ standard; 1,20% + 0,35€ con carta senza conto PayPalNessuno
Satispay BusinessGratis sotto 10€; 0,95% da 10€ in suNessuno
Bonifico bancarioNessuna commissione per chi vendeNessuno
PSP bancari (es. Nexi)Condizioni contrattuali, variano per volume: da chiedere in preventivoSpesso presente

Il contrassegno non compare in tabella perché non ha una commissione da gateway di pagamento: il suo costo è quasi interamente nella gestione della spedizione (incasso alla consegna, eventuale supplemento del corriere), non in una percentuale sul pagamento in sé.

Come scegliere il mix giusto per il tuo negozio

Non esiste una combinazione valida per tutti: la scelta dipende da alcuni fattori concreti del tuo ecommerce.

  • Ticket medio. Su ordini piccoli il costo fisso per transazione pesa di più: conviene privilegiare metodi con commissione bassa o nulla su importi ridotti, come Satispay sotto i 10€.

  • Mercato di riferimento. Se vendi principalmente in Italia, carta più un wallet locale coprono già la maggior parte del pubblico; se vendi anche all'estero, verifica sempre le maggiorazioni su carte internazionali prima di fissare i prezzi.

  • Tipo di cliente. Per ordini business o di importo alto, il bonifico resta spesso il metodo preferito da chi acquista, perché non ha commissioni e lascia una traccia contabile chiara.

  • Dispositivo di acquisto. Se la maggior parte del traffico arriva da smartphone, un checkout che permette di pagare senza reinserire i dati della carta (PayPal, wallet digitali) riduce l'attrito rispetto a un modulo carta compilato a mano.

Il criterio pratico è iniziare con due metodi che coprono la maggior parte del pubblico, misurare quanto viene effettivamente usato ciascuno nel tempo, e aggiungerne altri solo quando c'è un'esigenza reale, non "perché non si sa mai".

Errori comuni nella gestione dei pagamenti

  • Offrire un solo metodo di pagamento. Anche se copre la maggioranza del pubblico, chi non lo trova semplicemente non compra: un secondo metodo alternativo riduce questo rischio con un costo di gestione limitato.

  • Scegliere il gateway solo sulla percentuale pubblicizzata. Senza guardare costo fisso, canone e maggiorazioni su valute estere, il confronto tra due fornitori è incompleto.

  • Ignorare la sicurezza del pagamento. Un checkout che non gestisce correttamente dati di carta e conformità (per esempio agli standard PCI-DSS applicati dai gateway) espone a rischi che vanno oltre il costo della commissione: ne parliamo nell'articolo su sicurezza e GDPR in un ecommerce.

  • Non gestire gli storni (chargeback). Ogni gateway con carta ha una propria procedura per contestazioni e rimborsi: non conoscerla in anticipo significa perdere tempo prezioso quando il primo storno arriva davvero.

  • Cambiare gateway senza verificare i tempi di accredito. Prima di passare da un fornitore all'altro, controlla quando i fondi diventano disponibili sul tuo conto: un cambio mal pianificato può creare un buco di liquidità temporaneo.

Come KeideaCMS gestisce i pagamenti

Nella realizzazione di un ecommerce con KeideaCMS, Stripe, PayPal e bonifico bancario sono integrati nel core della piattaforma e pronti dal giorno del lancio: non servono plugin di terzi da installare, configurare e aggiornare separatamente. Sulle vendite non tratteniamo nessuna percentuale: restano solo le normali commissioni del gateway che scegli, le stesse che pagheresti con qualsiasi altra soluzione ecommerce.

Se il tuo settore o il tuo pubblico ha bisogno di un metodo di pagamento diverso da quelli già pronti, raccontacelo dal modulo di contatto: lo valutiamo insieme già nella fase di progetto, non dopo il lancio del negozio.

Domande frequenti

Come minimo, la carta di credito/debito (il metodo più usato in assoluto) e un metodo alternativo come PayPal o un wallet digitale, perché una parte dei clienti si fida di più a pagare con un conto che già usa altrove. Il bonifico bancario resta utile soprattutto per ordini di importo alto o per clienti business, mentre il contrassegno ha senso solo in mercati o fasce di pubblico dove la fiducia nel pagamento anticipato online è ancora bassa. Non esiste un mix valido per tutti: dipende da cosa vendi e a chi.
Con i grandi gateway internazionali come Stripe o PayPal le tariffe pubbliche standard normalmente non sono negoziabili sotto certi volumi, anche se esistono piani dedicati per chi movimenta cifre molto alte. Con i PSP bancari italiani (per esempio Nexi) le condizioni si trattano quasi sempre con la banca o il gestore, e dipendono dal volume di transato previsto: prima di firmare, chiedi sempre un preventivo scritto con la percentuale, l'eventuale costo fisso per transazione e il canone, e confrontalo con almeno un'alternativa.
Sulle transazioni standard sì, la commissione pubblica di PayPal (3,40% + 0,35€) è più alta di quella di Stripe sulle carte europee (1,5% + 0,25€), ma il confronto non è solo sul costo: PayPal porta con sé una base di utenti che si fida di pagare con il proprio conto PayPal invece che inserire la carta, il che per alcuni negozi significa più conversioni anche a fronte di una commissione più alta. La scelta giusta dipende da quanto la tua base clienti usa già PayPal, non solo dalla percentuale sulla singola transazione.
Sì, è tra i metodi più sicuri per chi vende, perché il rischio di storno (chargeback) è molto più basso rispetto a carta o wallet digitali. Il limite è la velocità: l'accredito richiede da qualche ora a un paio di giorni lavorativi, quindi se lo offri come unico metodo per ordini che devi spedire subito, valuta di attendere la conferma dell'accredito prima di evadere l'ordine, oppure di riservarlo a ordini di importo più alto dove il cliente accetta tempi più lunghi in cambio, per esempio, di uno sconto.
Stripe, PayPal e bonifico bancario sono integrati nel core della piattaforma e pronti dal giorno del lancio, senza plugin di terzi da installare o mantenere. Sulle vendite non tratteniamo nessuna percentuale: restano solo le normali commissioni del gateway scelto, le stesse che pagheresti con qualsiasi altra soluzione. Se hai bisogno di un metodo aggiuntivo per il tuo settore o il tuo mercato, raccontacelo dal modulo di contatto e valutiamo insieme la soluzione migliore già in fase di progetto.

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